La Chiesa Madre, le tele PDF Stampa E-mail

La Chiesa Matrice di Mesagne è uno dei monumenti più belli della città. Gli eventi storicamente accertati e che si legano alle strutture architettoniche della Collegiata, simbolo della sua religiosità, si collocano lungo un arco di tempo compreso tra la prima metà del Trecento e la seconda metà del Settecento.
A forma di croce latina, si ritiene sorta nel periodo bizantino (sec. X); anche se nel 1322, al tempo di Roberto d'Angiò, sarebbe stata riedificata in forma più sontuosa. Fu poi ancora modificata e ampliata dal 1557 al 1587; crollò nel 1649 e l’anno successivo venne ricostruita su progetto dei mesagnesi Francesco Capodieci, Antonio Leugio e di Fra’ Francesco da Copertino, cappuccino. Fu ultimata nel 1660.
La facciata è adorna delle statue degli Apostoli; sul portale rinascimentale, che è quello della chiesa precedente, vi sono quelle dei “Tre Santi”: Eleuterio, sua madre Antea e Corebo, prefetto romano.
All'interno, oltre all'altare maggiore, in marmo pregiato policromo, costruito nel 1769, si possono ammirare le seguenti tele: sul portale maggiore (avendo le spalle rivolte all’ingresso), “La cacciata dei mercanti dal tempio” di D. Pinca; sul primo altare a destra, “La crocifissione di S. Pietro” di D. Pinca; sul secondo altare a destra, “S. Oronzo che protegge Mesagne”, opera di anonimo copista del Coppola; nel transetto a destra, di fronte al Crocefisso ligneo, “L’Adorazione dei pastori” di G. P. Zullo, A. Cunavi, D. Pinca; sull'altare di questo transetto, la "Madonna del Carmine", lavoro del pittore napoletano G. Bonito.  Tornando all'ingresso (sempre avendo le spalle rivolte alla porta maggiore), sul primo altare a sinistra,  “Madonna con Bambino e Santi Lucia martire, Lorenzo martire, Antonio Abate, Agostino e Rocco” di D. Pinca; sul secondo altare a sinistra, “L’Assunzione di Maria Vergine” di S. Lillo; sul terzo altare a sinistra, “La Pentecoste” di D. Pinca. Nel transetto a sinistra, “Visitazione, S. Nicola di Mira, S. Agostino” di ignoto pittore pugliese; sull’altare “L’ultima cena” di D. Pinca e infine “la SS. Trinità, Maria Vergine, S. Michele e le Anime del Purgatorio”, di ignoto pittore meridionale.

Testo: Prof. Enzo Poci per promoCultura

 
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