Mesagne - La storia PDF Stampa E-mail

Tra i tanti tesori che la Puglia custodisce, Mesagne è senza dubbio uno dei più preziosi; a 15 chilometri da Brindisi, a 72 metri sul livello del mare, Mesagne, con i suoi 28.000 abitanti, si presenta ricca di testimonianze storiche di grande interesse, sia per i turisti che la visitano, sia per i cittadini che la vivono.
La sua posizione leggermente elevata in un territorio fertilissimo può spiegare perché nella seconda età del Ferro (VIII, VI sec. a. C.) i primi colonizzatori japigi la scelsero come insediamento. Le fonti portano testimonianze di una città in cui la civiltà messapica impresse di sé sia il paesaggio rurale, sia il paesaggio urbano, sia l’animo stesso delle genti quando arrivarono. I Romani nel 266 a. C. ricalcarono il disegno messapico e le strade di Mesagne, con l’impianto di “ville rustiche” lungo le arterie principali. Nei secoli dell’alto Medioevo Mesagne ebbe a sentire notevoli cambiamenti; furono secoli di lotta, tra Impero d’Oriente e Impero d’Occidente, tra Bizantini e popoli barbari. Dopo secoli bui, sarà nell’XI secolo che Mesagne e le città vicine passeranno sotto il dominio normanno e saranno protette da una serie di torri.Secondo un documento antico non da tutti gli studiosi ritenuto autentico, è probabile che Roberto il Guiscardo costruì una rocca fortificata per l’approvvigionamento delle truppe, un castrum, che avrebbe poi costituito il primo nucleo del Castello. Per la sua posizione geografica strategica, sul tratto terminale della Via Appia, nell’entroterra brindisino, Mesagne sarà sempre all’attenzione di tutti i regnanti e feudatari succedutisi nel corso dei secoli. Per Federico II di Svevia il castrum di Mesagne avrà la funzione, insieme a quello di Oria, di proteggere la Via Appia tra Taranto e Brindisi.
Dopo il periodo angioino in cui Mesagne risulta ricostruita, si hanno dettagliate notizie sul periodo aragonese ad opera di Cataldantonio Mannarino. Lo storico, in un suo manoscritto di fine Cinquecento, descrive Mesagne restaurata dal Principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo, il più potente feudatario del Regno di Napoli, che creò una città-fortezza circoscritta in un poderoso sistema difensivo. Nel XVI secolo Mesagne, che mostrava ancora il suo volto medievale, poteva vantare un gran numero di palazzi nobiliari per la presenza di un ricco e dinamico patriziato locale.
Nel corso del Seicento la città murata si trasformò in un centro dalle inconfondibili linee barocche con la realizzazione dei suoi più importanti edifici e la sistemazione delle tre piazze principali.
Mesagne sarà poi governata da diverse Casate e nobili Famiglie ma quando nel 1806 sul trono di Napoli salì Giuseppe Bonaparte, la feudalità fu abolita: nacque così la provincia di Terra d’Otranto che fu divisa nei distretti di Lecce, Mesagne e Taranto.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale Mesagne fu sconvolta; l’avvento del Fascismo non fece migliorare la situazione e molti lavoratori furono costretti ad emigrare. Anche con la seconda guerra mondiale Mesagne subì una stagnazione dell’economia e nel dopoguerra si trovò di fronte a drammatici problemi.
Terra molto fertile, Mesagne presenta ancora oggi un paesaggio ricco di ulivi secolari, vigneti, pescheti, carciofeti ed estese coltivazioni di pomodoro. Attualmente, con lo sviluppo del settore terziario, e grazie a l’opera di recupero di diversi beni storico-artistici, Mesagne sta sempre di più scoprendo una vocazione turistico-culturale, importante per la crescita economica del paese.

Testo: Melina Deleo, Elisa Romano per promoCultura

 
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