La nascita del Convento delle Clarisse. Notizie storiche PDF Stampa E-mail

Ancora un approfondimento sull’antico Convento delle Clarisse di Mesagne (oggi non più esistente).
Dal Libro “Vie, piazze, vichi e corti di Mesagne. Ragione della nuova loro denominazione” dell’Avv. Antonio Profilo fu Tommaso (1839-1901), pubblicato nel 1894 e ristampato con introduzione, appendice, indici e tavole a cura del prof. Domenico Urgesi, vi segnaliamo due pagine interessanti (pp. 71 e 72) relative alla denominazione di Piazzetta dei Giovanomo.

“Questa piazzetta, prima chiamata Largo S. Cosimo, ha preso il nome dal contiguo Monistero delle Chiariste fondato dai coniugi mesagnesi Aquila Giovanomo ed Alfonso Caputo, le cui famiglie si estinsero nel passato secolo.Dalla Platea, dal Libro degli Annali del Monistero e dai patri cronisti risulta che i predetti coniugi, avendo perduto i figli, si decisero nella loro vecchiezza di ospitare e alimentare nella loro abitazione alcune fanciulle oneste e povere e che poi con atto per questo notaio Cesare Guarini dei 6 agosto 1581 loro donarono i propri beni, affinché questi fossero venduti e si desse principio alla edificazione di un Monistero. A quella donazione si aggiunsero altre elargizioni private e pubbliche ed indi a qualche anno anche il concorso efficace dell’Arcivescovo di Brindisi mons. Ayardi.
Costruitosi in buona parte il Monistero, quelle fanciulle, che avevano già raggiunto il numero di ventitre, alla presenza dell’arciprete di quel tempo D. Francesco Dopra delegato dal Vicario Generale di Brindisi ab. Giacomo Monticelli, fecero la loro professione nelle mani di suor Angela Azzolino eletta Guardiana e si sottomisero alla regola di Santa Chiara confermata da Urbano IV e modificata da Eugenio IV.Ad intervalli si ampliò l’edifizio del Monistero con l’aia dell’antica chiesetta (forse di rito greco) e sue accessioni dedicata a San Demetrio […]. Tuttavolta siccome all’epoca della sua costruzione il Monistero non ebbe una forma propria, così restò sempre un insieme disarmonico e così si è mantenuto, non ostante anche le modificazioni apportatevi nella prima metà di questo secolo [XIX secolo]. Soppresso nel 1861, tuttora vivono alcune monache.
La Chiesetta dedicata alla B. V. della Luce è coeva al Monistero. Ricostruita però nel 1645, essendo guardiana Suo Francesca Resta mesagnese, fu benedetta nel 1648 dal Vicario Foraneo di quel tempo D. Giov. Matteo Ferdinando Tesoriere della Collegiata delegato dell’arcivescovo mons. Odriscol. Indi fu anche modificata […] e da ultimo ampliata di nuovo nel 1838.Possiede questa Chiesetta, tra l’altro, un Crocifisso di eccellente struttura, e di grandezza quasi naturale, donato al Monistero nella prima metà del passato secolo [corrispondente alla prima metà del XVIII secolo] dalla Casa De Angelis signora di Mesagne; e un buon quadro ad olio rappresentante, su grande tela, la B. V. della Luce.Conserva da ultimo il corpo di S. Ilario martire
riposto in un’urna di legno intagliato e lavorato: dono che Mario Albricci, indi Cardinale, fece allo stesso Monistero a 24 luglio 1659, come da atto notarile, nel quale è inserita la bolla autentica in pergamena”. Infine, nella nota si legge: “Questo corpo, rilevato a 10 settembre 1654 per mandato di Innocenzo X dal Cimitero di S. Ciriaca in Roma dall’illustrissimo Marcello Anania vicegerente del Cardinale Vicario, era stato donato a Don Tommaso Candido cavaliere dell’Aurea Milizia e da questo nel I settembre 1655 al Cardinale Geronimo Farnese, il quale ai 4 di quel mese lo aveva ridonato al predetto Albricci suo nipote”.


Mesagne, Chiesa del Carmine. Secondo altare a destra (avendo le spalle rivlte all'ingresso). Corpo di Sant'Ilario martire, trasferito dalla Chiesa di S. Maria della Luce dopo la demolizione della stessa (1919).



Beato Angelo di Pietrafitta, 1650 circa, Crocifisso (particolare). Spostato nella Chiesa del Carmine dopo la demolizione della Chiesetta della Madonna  della Luce (1919).


Nel libro di Tranquillino Cavallo, "Il Santuario della Vergine SS. del Carmelo e i Padri Carmelitani nella storia di Mesagne, Schena editore, 1992", a pagina 170, si legge:

"La cappella numero quattro, la seconda sulla sinistra entrando, è dedicata alla passione e morte di Gesù, raffigurate dagli affreschi che la ornano.
Al centro predomina la figura di Cristo, in dimensioni naturali, su un crocifisso di eccellente struttura in legno del XVII secolo, opera di un Sacerdote cappuccino siciliano, donato intorno al 1850 dalla famiglia De Angelis al Monastero di S. Maria della Luce".

Dal Libro “Vie, piazze, vichi e corti di Mesagne. Ragione della nuova loro denominazione” dell’Avv. Antonio Profilo fu Tommaso (1839-1901), pubblicato nel 1894 e ristampato con introduzione, appendice, indici e tavole a cura del prof. Domenico Urgesi, importante risulta la nota n. 39, pp. 390-391:

Ulteriori notizie sulle Clarisse, monache Cappuccine, ce le fornisce P. Coco, I francescani nel Salento: secondo e terz’ordine: dalle origini ai giorni nostri, Vol. III, Taranto, Cressati, 1935, pp. 231 e sgg. Egli conferma che mons. De Ajardis «permise la demolizione dell’antica chiesetta dedicata a S. Demetrio e i locali annessi, anche per eliminare un ultimo vestigio del rito greco che, un tempo, ebbe in Mesagne molti seguaci, fece pure demolire un antico frantoio, in parte diruto, che era di proprietà del Monte dei Poveri» (ivi, p. 232). Dalla visita effettuata il 24 agosto 1606 da mons. Giovanni Falces, rileviamo, invece, l’elenco delle monache, oltre ad un giro di vite “disciplinare” (ivi, p. 233).
L’Arcivescovo […] visita l’altare maggiore, in cui non essendovi il SS. Sacramento, ordinò di tenerlo tutti  i giorni. Dispose dopo di apporvi una cancellata alla porta della chiesa, di accomodare le crate troppo semplici e andanti e di porre, in un altro luogo più acconcio e più comodo, la ruota [la ruota degli esposti o trovatelli, presumo].
Dopo chiamate la Guardiana Suor Giustina Dormio e quattro monache più anziane, domandò della necessaria riforma e governo del Monastero e come stessero. Risposero di non aver bisogno di riforma e di trovarsi bene.Il Prelato chiese alla Guardiana se in detto monastero ci fosse qualcuna che non osservasse la regola e le costituzioni, e gli fu risposto di no. Similmente risposero Suor Vittoria Santoro, e le altre suore: Angela Azolina, Ursula Florenzia, Anastasia Giannone, Caterina Azolina, Agata Collegerie, Giovanna Azolina, Maddalena Resta, Sisina D’Antonio, Margherita Migliore, Beatrice Calabrese, Francesca Presta, Maria Colomba, Antonia Colleserio, aula Rosso, Apollonia Megliore, Cristina Epifani […].N ella visita del 1622, lo stesso Arcivescovo Falces trovò un ordine migliore; non mancò, però, di notare che «le Suore Maddalena, Giovanna, Margherita, Benedetta, Beatrice, Chiara e Anna non leggevano bene» e, perciò, «impose che imparassero e che la Madre Guardiana le istruisse» (ivi, p. 235).
Il Monastero prima e , poi, la chiesa, furono abbattuti dopo la 1ª guerra mondiale, per dar luogo al mercato coperto; cfr. A. Epicoco, Raccolta di memorie patrie, cit. p. 26 sgg.; A. C. Leopardi, Il monastero di S. Maria della Luce, Bari 1979.Il Crocifisso e il corpo di S. Ilario martire si trovano tuttora nella chiesa del Carmine (cfr., pure, T. Cavallo, Il Santuario della Vergine SS. del Carmelo e i Padri Carmelitani nella storia di Mesagne, Schena editore, 1992); la tela raffigurante la B. V. della Luce, che vi era stata trasferita e risultava ancora nel 1956 (A. Epicoco, op. cit., p. 28), è andata distrutta durante i restauri del 1974.

Queste pagine sono state riportate in seguito alla segnalazione del Prof. Enzo Poci per promoCultura. Si ringraziano anche il prof. Domenico Urgesi e il prof. Tranquillino Cavallo.


Pianta del centro storico contenuta nel libro di A. Profilo "Vie, piazze, vichi e corti di Mesagne". A fine '800 Piazza Commestibili era l'attuale Piazza Criscuolo.




Il Podestà

VISTO che diverse vie e corti del paese, sia di vecchie che di nuova costruzione, sono prive di denominazione;
CONSIDERANDO che a ciò è necessario provvedere con ogni sollecitudine o in vista anche del censimento della popolazione;
TENUTA presente la Legge 23 Giugno 1927 n. 1188;

DELIBERA

[...]

Particolare, fig. 1. Archivio privato di Enzo Poci, fotocopia della delibera sulla denominazione delle strade, (8 maggio 1931). Il documento è stato fotocopiato dalla dott.ssa Stefania Panzuti, in occasione del riordino dell’Archivio Storico del Comune di Mesagne, Sindaco Ezio Santacesaria, inizio 1980.



[...]

35) Piazza Antonio Criscuolo - Frequentò l'Accademia di belle arti, donde ne uscì diplomato. Di lui si conservano molti lavori in pittura di grande valore, tanto da meritare, per alcune di esse, il primo premio. Fu liberale ed Ufficiale della Sua Guardia Nazionale. Morì nel 1871. - (Piazza Commestibili).
36) Piazza Commestibili - (Mercato coperto). -

[...]

Particolare, fig. 2. Archivio privato di Enzo Poci, fotocopia della delibera sulla denominazione delle strade, (8 maggio 1931). Il documento è stato fotocopiato dalla dott.ssa Stefania Panzuti, in occasione del riordino dell’Archivio Storico del Comune di Mesagne, Sindaco Ezio Santacesaria, inizio 1980.


Notizie preziose si ricavano dal libro di Padre Anselmo Cosimo Leopardi "Il Monastero di Santa Maria della Luce", Bari 1979. Qui si legge:
"In una città come Mesagne, che nel sec. XVI vantava tante famiglie nobili interessate anche alla vita religiosa, non poteva non fiorire l'ideale francescano di Chiara d'Assisi. I nobili natali di Chiara, quanti ne aveva quando si dece recidere i capelli biondi e si ricoprì di saio francescano, entusiasmarono non poche figlie di nobili famiglie mesagnesi che si dettero come convegno all'insegna della spiritualità [p.40]. [...] Un monastero di  clausura diventa vanto per Mesagne, per la sua nobiltà, per la sua fede, per il suo popolo.
Alla nascita del monastero delle Clarisse in Mesagne sono legati i nomi di Aquila Giovanomo ed Alfonso Caputo, coniugi di vita esemplare. Sorge la comunità religiosa il 13 agosto 1585, ma già dal 1581 il lievito della spiritualità fermentava per preparare anime generose [p. 41]".Nacque così il Monastero delle Clarisse che man mano fu ingrandito. Questo portò alla demolizione dell'antica chiesetta dedicata a S. Demetrio e i locali annessi. "Ingrandito così il monastero, sebbene non si fosse seguito un disegno armonico simile agli altri edifici, fu possibile farvi dimorare un gran numero di monache [p. 43]".

Padre Anselmo Cosimo Leopardi conclude la sua opera (pp. 62-63) dicendo: "Ci siamo interessati al monastero delle Clarisse di questa nobile ed operosa città di Mesagne proprio perchè tra le tante note qualitative del nostro popolo non si poteva trascurare una parentesi storica che gli dà lustro e vanto.
Il lavoro di secoli del nostro clero, dotto e pio, la presenza di questa gemma gloriosa che è il monastero delle Clarisse. [...] Le migliori famiglie facevano a gara per avere una figlia monaca in questo monastero [...].
Per le vicende che si susseguono sotto la forza dei tempi che travolgono, e sotto la pressione del succedersi dei momenri sociali che cambiano, il monastero delle Clarisse di Mesagne non è più. Spazzato via da poco favorevoli circostanze non ascrivibili se non alla mutabilità degli eventi, il monastero delle Clarisse non esiste più. Rimane il ricordo di un esempio di fede e di amore. Rimane un ricordo storico che abbiamo voluto contenere in queste pagine nella certezza che ciò che costituisce vanto per un popolo è anche motivo di gloria".

E noi facciamo nostre queste parole...

 
Designed by Mast Blog